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Considerazioni sull'andare in montagna

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Considerazioni sull'andare in montagna

Messaggio Da IddoCop il Mar 30 Mar 2010 - 13:19

Ma e' difficile andare in montagna? E quanto e' difficile???




Sembra quasi l'ormai antica pubblicita' del tipo "Ma mi ami? Ma quanto mi ami???" e in realta' e' il primo dubbio che attanaglia chi si iscrive ad una gita in montagna.
Premesso che e' giusto che questo dubbio ti attanagli, senno' saresti un montanaro sconsiderato che tendenzialmente sopravvaluta le proprie capacita', vediamo di dare alcune dritte sull'argomento.




La classificazione delle difficolta' e' uno standard. Rimanendo in ambito escursionistico sono stati identificati tre livelli: T (facili o Turistiche), E (medie o per Escursionisti), EE (difficili o per Escursionisti Esperti). Poi c'e' la zona "grigia" che divide il mondo escursionistico da quello alpinistico, dove cadono le ferrate classificate con la sigla EEA (per Escursionisti Esperti Attrezzati).




La classificazione completa:
Scala delle difficoltà ESCURSIONISTICHE



T = turistico
Itinerari che si sviluppano su stradine, mulattiere o comodi sentieri.
Sono percorsi abbastanza brevi, ben evidenti e segnalati che non presentano particolari problemi di orientamento. Sono escursioni che non richiedono particolare esperienza o preparazione fisica.
Normalmente il dislivello è inferiore ai 500m, che corrisponde alla salita e alla discesa dal grattacielo del Pirellone di Milano per ben 4 volte!!! In media queste escursioni vengono affrontate dal sottoscritto con una velocità che può variare dai 200 ai 250m di dislivello all'ora (in salita).

E = escursionistico
Itinerari che si svolgono su sentieri in genere segnalati, ma di maggior impegno fisico e di orientamento.
Si snodano su terreno vario (boschi, pascoli, ghiaioni, ecc..). Possono esservi brevi tratti con neve, facili e non pericolosi in caso di scivolata.
Sono escursioni che possono svolgersi su pendii ripidi, anche con brevi tratti esposti. Questi sono però abbastanza protetti (barriere, reti) o attrezzati (cavi, brevi scalette, pioli) e non
richiedono l'uso di attrezzatura alpinistica.
Questi itinerari richiedono una certa abitudine a camminare in montagna, sia come allenamento che come capacità d'orientamento. Occorre avere un equipaggiamento adeguato. Costituiscono la maggioranza dei percorsi escursionistici che si snodano in montagna. Normalmente il dislivello è compreso tra i 500 e i 1000m (dai 4 agli 8 Pirelloni) e queste escursioni vengono affrontate dal sottoscritto con una velocità che può variare dai 300 ai 350m di dislivello all'ora (in salita).

EE = escursionisti esperti
Itinerari non sempre segnalati e che richiedono una buona capacità di muoversi sui vari terreni di montagna. Possono essere sentieri o anche labili tracce che si snodano su terreno impervio o scosceso, con pendii ripidi e scivolosi, ghiaioni e brevi nevai superabili senza l'uso di attrezzatura alpinistica.
Necessitano di una buona esperienza di montagna, fermezza di piede e una buona preparazione fisica.
Occorre inoltre avere un equipaggiamento ed attrezzatura adeguati, oltre ad un buon senso d’orientamento.
Normalmente il dislivello è superiore ai 1000m e queste escursioni vengono affrontate dal sottoscritto con una velocità che può variare dai 350 ai 400m di dislivello all'ora (in salita).

EEA =
escursionisti esperti con attrezzatura alpinistica
Itinerari che richiedono l'uso di attrezzatura da ferrata (cordini, imbracatura, dissipatore, casco, ecc.). Possono essere sentieri attrezzati o vere e proprie vie ferrate. Si rende necessario saper utilizzare in sicurezza l'equipaggiamento tecnico e avere una certa abitudine all'esposizione e ai terreni alpinistici.

Scala delle difficoltà ALPINISTICHE




I percorsi alpinistici, in quanto tali, si snodano prevalentemente fuori sentiero; quindi richiedono buon allenamento ed esperienza di montagna oltre all'uso continuato dell'attrezzatura tecnica.
Qualsiasi difficoltà alpinistica è da considerare superiore a quelle escursionistiche.

F = Facile
PD= Poco Difficile
AD= Abbastanza Difficile
D = Difficile
TD = Molto Difficile
ED = Estremamente Difficile
EX = Eccezionalmente Difficile

Cosa rende un'escursione facile o difficile? Ci sono fondamentalmente due fattori: uno fisico e uno tecnico.




La parte fisica e' normalmente misurata con il dislivello (che ricordo essere calcolato SOLO per la parte di salita a meno che non sia specificatamente indicato altrimenti). Questo perche' chi va in montagna normalmente deve affrontare delle salite e la quantita' di salita da fare e' proporzionale alla fatica da compiere. Prendendo in considerazione solo l'aspetto fisico di
un'escursione, se questa ha un dislivello massimo sotto i 500m e' normalmente classificata come T, se sta tra i 500 e i 1000m diventa una E, sopra i 1000 e' una doppia E.




Poi c'e' l'aspetto tecnico. Chi va per monti sa benissimo che un conto e' camminare su un bel sentiero ampio e spianato, e ben altra cosa e' camminare su creste rocciose con a fianco dei dirupi verticali o affrontare ghiaioni in discesa per non dire in salita. Gli aspetti tecnici possono aumentare la difficolta' di un'escursione, ma dato che questi sono soggettivi e' bene
seguire alcune facili regole per individuare quale escursione e' alla tua portata.


Se parti da zero, se non sei mai andato in montagna comincia con una T. Magari sei un Rambo, ma non avendo mai percorso sentieri e' bene cominciare dal basso. In questo modo non solo imparerai i movimenti di base, ma avrai modo di vedere sul campo qual'e' l'abbigliamento giusto, l'attrezzatura che serve e come la si utilizza, avrai consigli da chi accompagna e suggerimenti da chi condividera' con te il sentiero.
Tornato a casa segnati sulla tua agenda che giro hai fatto, qual'e' il suo dislivello, che difficolta' hai trovato, con tutti i tuoi commenti del caso.
Perche' ti consiglio di tenere traccia delle tue esperienze montanare? Perche' magari stai fermo per 6 mesi e quando vuoi riprendere ad andare a camminare non ricordi piu' cosa hai fatto e quindi non hai nemmeno la piu' pallida idea da che punto ricominciare.


Se invece parti da una certa esperienza, leggi bene le schede di presentazione di un giro. Se sai che una doppia E e' troppo per te, non andare a cercare rogne iscrivendoti per esempio al trek delle Dolomiti Friulane di giugno o all'Alta Via del Granito di settembre.
Una volta selezionate le gite che sono alla tua portata, leggi bene la scheda di presentazione: se ci sono delle difficolta' tecniche, qui troverai il tipo e la descrizione, in modo da poterti regolare ulteriormente.


Infine un consiglio: se vai in montagna regolarmente (diciamo almeno una volta ogni due settimane) ti sarai reso conto di come il tuo corpo reagisce sempre meglio agli stimoli fisici e psichici che la montagna offre, donandoti benessere e padronanza. In questo caso e' bello e utile aumentare il tiro, senno' il processo di crescita si arresta. Avendo esperienza pregressa sai fin dove ti sei spinto e sai quali sono i tuoi limiti e quindi non resta che affrontare questi limiti per superarli con gradualita'.
Io sono qui anche per darti i miei consigli, perche' chi fa l'accompagnatore lo fa anche attraverso questa attivita' "consulenziale".



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Re: Considerazioni sull'andare in montagna

Messaggio Da morgana84 il Mar 30 Mar 2010 - 17:39

Ottimo articolo capo!
Per chiarire le cose io mi definisco appassionata di trekking ma i percorse che faccio sono dei semplici T ma vanno più che bene!
Da giugno inoltrato a settembre quasi tutte le domeniche vado a camminare e a prendere il formaggio negli alpeggi!
Questo si che mi rilassa e rende serena..
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Re: Considerazioni sull'andare in montagna

Messaggio Da Ospite il Lun 13 Set 2010 - 13:09

prima esperienza di trekking con nostra figlia,abbiamo scelto un percorso facile,pensavo non potesse farcela e invece ha fatto tutto......senza mai lamentarsi
km 16x600m di dlv
ecco le foto
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Re: Considerazioni sull'andare in montagna

Messaggio Da Ospite il Sab 16 Ott 2010 - 21:21

trekking.....catena del Velino....rifugio Sebastiani
Splendida passeggiata in famiglia sulla catena del Velino,verso il rifugio Sebastiani
20 km
550m dlv

grande concujunior
grande trekkista,tosta,tenace,amante della natura,non si arrende mai......


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Re: Considerazioni sull'andare in montagna

Messaggio Da morgana84 il Lun 18 Ott 2010 - 10:57

Foto stupende Concu!
Da appassionata di trekking ho invidiato quel favoloso bosco di faggi con i colori autunnali.. anch'io ieri ho fatto un'oretta di camminata per andare a mangiare in un rifugio ma sotto pioggia e nebbia, quindi zero colori!
Dal "paesaggio lunare" senza alberi direi che siete arrivati a una bella altezza..
complimenti a tutti e tre!
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Re: Considerazioni sull'andare in montagna

Messaggio Da pippixe il Lun 18 Ott 2010 - 16:52

Esattamente 2.170 la quota massima.
In realtà non era neanche troppo freddo. Con il sole si poteva stare con la sola felpa, quando la nuvola lo copriva, era meglio mettersi qualcosa di più pesante.

@Joe: quello è uno dei giri più belli che conosca. La discesa però la si fa dall'altra parte della montagna, in uno stradello sassosissimo e molto tecnico. Se ricordi era una delle possibili tappe del raduno, ma per la troppa difficoltà tecnica, gli ho preferito il Puzzillo.
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Re: Considerazioni sull'andare in montagna

Messaggio Da pippixe il Lun 18 Ott 2010 - 16:54

ConCubina ha scritto:

avevo freddo??????me stavo a congelà le chiappe

la prima parte l'abbiamo era quella che abbiamo fatto al raduno per andare sul Pellecchia,qui invece era nell'altro versante.....
p.s.
Silvia sta incominciando ad apprezzare,ma non le piace la mtb......quindi si cammina.
@ Morghi siamo arrivati a 2150(poi chiedo conferma) affraid affraid infatti Silvia ha avuto problemi con la respirazione.....


Ancoraaaaaaaaaa!!!!!! E' il Puzzillo. Inutile...non le entra in testa
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Re: Considerazioni sull'andare in montagna

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